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scie 
festival

VII EDITION

2025

Dispositivi di connessione e confronto tra luoghi, pratiche e linguaggi per leggere il contemporaneo

Il concetto veicolato dal titolo del Festival è il passaggio di materia, la trasformazione che essa subisce costantemente per restare parte del tutto. Un desiderio di attenzione verso ciò che resta, perché sempre resta qualcosa. Ogni azione, ogni movimento, ogni volo, lascia scie di materia che si trasformeranno in altra materia. E' sottile e spesso troppo lento per noi che corriamo! Eppure c'è, un residuo, uno strascico, una coda, una scia. E in qualche modo l' insieme delle scie che generiamo saranno eredità per le generazioni future, comporranno il mondo visibile e invisibile che abiteranno. Come i fuochi d' artificio disegnano un cielo di fumo, particelle di zolfo, metalli, che creano uno spettacolo dietro lo spettacolo. Come alla fine di una performance, il palco si svuota degli attori/danzatori, eppure, qualcuno resta a guardalo come fosse pieno. E lo è, è pieno di quel residuo che ogni passaggio genera e che raramente nominiamo. Riconoscendo la danza quale strumento di indagine sul corpo e il suo paesaggio, Scie facilita uno spazio d' incontro tra arti, scienze e culture. Auspicando l' integrazione tra ricerca teoretica e pratica, la condivisione di saperi senza vincoli di forma e genere, Scie tesse all' interno della sua programmazione, eventi di formazione sulla danza, spettacoli, incontri e tavole rotonde.

​Scie si propone come Laboratorio diffuso, un approccio innovativo che distribuisce le esperienze attraverso il territorio urbano, periferico e le comunità che attraversa. Scie intreccia linguaggi e pratiche che, a partire dal corpo quale sistema di memoria e creazione del presente, fanno della ricerca artistica una tecnologia raffinata per osservare le relazioni. Elementi chiave: formazione professionale multidisciplinare come incubatore della ricerca; la decentralizzazione delle attività artistiche e di ricerca; l’accessibilità a un pubblico ampio eterogeneo per età, provenienza, esperienze; l’interattività che incoraggia la partecipazione attiva dei cittadini; la multidisciplinarietà che integra diversi linguaggi in un unico framework esperienziale. Questo dispositivo è capace di creare esperienze immersive in cui luoghi e comunità, artisti, cittadini, professionisti e amatori sono coprotagonisti. Con epicentro a Bologna e ramificazioni regionali, spettacoli, laboratori e residenze esplorano il quotidiano con strumenti non ordinari. In coincidenza con l'80° anniversario della Resistenza italiana, Scie Festival 2025 porta il focus sulla memoria corporea, ogni azione è un processo collettivo che indaga le relazioni che ci danno forma.

 

IL CORPO come luogo della ricerca. 
Il corpo quale luogo in cui si sedimentano le logiche e le memorie culturali, politiche, economiche, artistiche, sociali. Malgama di tessuti che oggi prende la forma dell'evento accaduto ieri e che domani con questa forma camminerà nel futuro, pronto a ridefinirsi attraverso il contatto con il mondo. Mondo che dai corpi si fa disegnare e ri-pensare, in dialogo di azione e reazione multidimensionale ancora non del tutto sondato. 

LA RELAZIONE come centro di ricerca. 

Usiamo tutti gli strumenti possibili, tutte le prospettive a disposizione, per muovere, dislocare e ricollocarele le relazioni che costituiscono i corpi e che gli permettono di prendere posizione nel presente. Ogni posizione manifesta una serie sottile di relazioni tra interno ed esterno, che dischiude campi emotivi, intellettuali, politico-sociali-culturali. Per accedere a questa rete di senso che disegna il presente e presagisce il futuro, proponiamo azioni che permettono di osservare, agire e dunque rendere consapevoli le relazioni che ci definiscono e che definiamo costantemente con l'agire nel mondo.

 

AZIONI COLLETTIVE come strumento.  

Laboratori, talk, letture, performance, restituzioni, residenze, sono azioni che compiamo insieme ad altri corpi, guidati da un professionista, da un setting predisposto, da un dispositivo emerso, permettendo ai partecipanti di fare esperienza di qualche cosa che riguarda il quotidiano, il corpo, con strumenti non quotidiani, l'arte di osservare e leggere oltre le forme, le relazioni che le sottendono.

AGIRE CONSAPEVOLEZZA come obbiettivo. 

Scandagliare quello che sottende le forme, osservarne lo scheletro e la meccanica, rende i corpi più consapevoli e in ultima istanza più liberi. La libertà è infatti possibile solo a fronte di una conoscenza di quello che c'è. 

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